Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Le poesie di Gregory Corso comparvero per la prima volta in Italia in un'antologia del 1962. Al nostro pubblico Corso piacque subito, forse perché interpretò quasi teatralmente e più a lungo di altri il personaggio che tutto il mondo, a torto o a ragione, riteneva tipico della Beat Generation: la trasandatezza, i lunghi viaggi, le letture in pubblico, l'affrancamento dal mondo del lavoro, il desiderio di stupire e il culto della libertà individuale. La sua è una poesia fatta di slanci, di malinconie e di rabbie, che rimane, anche dopo molti anni, uno dei punti di riferimento imprescindibili dell'opera beat.
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Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.
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