Do svidanija in russo vuol dire arrivederci e il piccolo Boria è uno dei 40.000 Cosacchi – uomini, donne e bambini – che la follia nazista ha spinto un giorno fra i monti del Friuli, in quella Carnia da sempre terra di emigranti, divenuta beffardamente terra promessa, compenso pattuito di una assurda alleanza: 'Kosakenland in Nord Italien'. L’invasione, accuratamente preparata dalle S.S. con rappresaglie e deportazioni, raggiunge anche il villaggio più remoto, al confine con l’Austria. E quel piccolo ma fiero mondo antico – animato di personaggi che sembrano perduti nel tempo, abituati a vivere solo di speranza e provvidenza – ben lungi dal divenire “stanitza” cosacca, fa suo, giorno dopo giorno, l’altrettanto fiero e indomito nemico. Fino ad averne pietà, a dividerne l’angoscia, a farsi garante di quel suo ultimo, disperato viaggio oltre confine. L’autore trasfonde, nei suoi ricordi di bambino e di casa, la memoria collettiva dei ragazzi di allora, le loro paure e le speranze e, per i tanti Boria che non sfuggiranno alla Drava, al tragico destino riservato loro dalla storia, un do svidanija in quel mondo migliore che nell’antica leggenda cosacca si ricoprirà di girasoli.
EAN
9788882965587
Data pubblicazione
2025 09 05
Lingua
ita
Pagine
140
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
139
Larghezza (mm)
205
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
200
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