Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
A partire dagli anni Settanta la borghesia palermitana "perde" alcuni dei suoi figli migliori, personalità d'eccellenza che hanno ottenuto successo in contesti lontani dalla loro città d'origine. Sono i figli di quella che un tempo si chiamava "buona" borghesia palermitana, esponenti dell'economia, della cultura e del mondo del lavoro come Gioacchino Attanzio, Pietro Calabrese, Massimo Capuano, Marella Caramazza, Carmelo Cosentino, Giuseppe Ferrauto, Vicky Gitto, Nino Lo Bianco, Gaetano Miccichè, Antonello Perricone, Gianni Riotta, Angelo Sajeva, Alessandro Salem, Vito Varvaro.
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