La filosofia e il linguaggio scoprono, di fronte all'essere, la loro inadeguatezza; il mondo esterno, nella complessità dei suoi significati, non può essere ridotto a una definizione di carattere linguistico. La comprensione del senso spetta piuttosto all'arte e ai suoi molteplici e diversificati mezzi espressivi, in grado di cogliere la cifra di ciò che è intorno. Muovere dall'indicibilità imposta dal silenzio tanto alla parola scritta quanto alla voce per tentare una comprensione dell'essere delle cose, che pure sfuma sempre nell'indistinto dell'afasia o della pagina bianca, obbliga il filosofo a volgere il pensiero verso l'arte e la letteratura, saperi già da tempo consapevoli che dire è obliare non solo il linguaggio, ma l'uomo stesso che parla o scrive di sé, poiché l'eco delle parole si proietta su fogli d'ombra dei quali la memoria è incapace di serbare i volgimenti: il lento, perpetuo farsi e disfarsi della nostra vita, palinsesto di mobili tracce, di segni senza significato, d'ibride e illusorie alchimie della ragione.
EAN
9788883358470
Data pubblicazione
2007 03 22
Lingua
ita
Pagine
380
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
213
Larghezza (mm)
146
Spessore (mm)
35
Peso (gr)
498
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