Francesco Osti sembra essere la voce delle nuove generazioni che con più naturale disposizione riesca a consolidare la validità del grande progetto inclusivo, come lo intendeva Raboni, cioè assorbire nella poesia il cosiddetto “impoetico”, i materiali linguistici e dell’esperienza tradizionalmente considerati estranei alla poesia. Lo vediamo benissimo in questi suoi Itinerari, che possono anche considerarsi indicazioni di percorsi per altri, vista l’esemplare asciuttezza concreta delle sue brevi prose – sovviene Giampiero Neri – e la sorprendente ricchezza di dati, circostanze, situazioni che riesce a produrre. Ma la sua è un’opera del tutto autonoma, che frequenta luoghi dell’esperienza, che si cimenta con ambienti e figure reali ed emblematiche che appartengono alla dimensione quotidiana. Alcuni personaggi si imprimono nella mente per la loro solitaria e stralunata presenza, come «la sudamericana nel suo trucco da Venere pensierosa», il cuoco con «il braccio tatuato Carmen webcam», «la ragazza dai tratti silvestri, con gli occhi ombreggiati di un azzurro marino», «il paraplegico, l’anchilosato che raschia il muro, il tizio che ha due occhi di vetro e una badante al braccio».
EAN
9788883360220
Data pubblicazione
2019 01 01
Lingua
ita
Pagine
72
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
115
Spessore (mm)
6
Peso (gr)
101
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