La malattia è un'esperienza che chiama in causa sistemi di credenze, filosofie, saperi, narrative che oltrepassano il sapere medico. Il nome della malattia, superando un significante specifico, rinvia all'indicibile e a una sovradeterminazione di senso. In questo libro si avanza l'ipotesi che il nome della malattia, la cosa-malattia, sia un oggetto che si muove tra forme reali e immaginarie, tra saperi-poteri e corpi, che sia luogo d'interrogazione, spazio vuoto in cui si strutturano domande sul senso del male, del dolore, della colpa, dell'espiazione, del pudore, della vergogna, della finitudine, della salvezza. Questo volume si sviluppa a partire da una ricerca sulla comunicazione della diagnosi di malattie neurologiche progressive svolta dal Centro Isadora Duncan. La ricerca indaga le tracce lasciate dalla diagnosi sui modi di vivere la malattia nell'epoca in cui la tecnologia medica è in grado di diagnosticare anche in assenza di sintomi. Il libro tenta di fare emergere il lato oscuro delle malattie genetiche che impregna i discorsi del dibattito contemporaneo sulla genomica e le nuove biotecnologie.
EAN
9788883535758
Data pubblicazione
2007 07 05
Lingua
ita
Pagine
213
Tipologia
Libro in brossura
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