Le carceri

Piranesi fu uno dei pochi geni tragici d'Italia, avendo a soli compagni Dante e Michelangelo. E ciascuno di questi geni era tragico, perché con lui si chiudeva un'epoca, un ciclo. Con Dante il Medioevo e secoli di violenza, di amor cortese e di visioni mistiche erano giudicati e riassunti in una costruzione apocalittica. Con Michelangelo il Rinascimento, e un mondo di esaltati titani vacillava sull'orlo della stanchezza, e la voluttà di Leda si mutava nel languore tenebroso della Notte. Ma con Piranesi tutto quello che l'Italia aveva avuto di civiltà, di sublimità di moli magnifiche, di gloria d'imperatori e di pontefici, di apparati festivi di gaie scenografie, di pompe funebri di solenni esequie, trovava il suo monumentale epitaffio. (Dall'introduzione di Mario Praz). Con uno scritto di Henri Focillon. http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/884/166/9788884166234p.jpg 20170628135854 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/884/166/9788884166234g.jpg 20170628135854 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/884/166/9788884166234.500.jpg 20170628135853 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/884/166/9788884166234.1000.jpg 20170628135852 5151284 9788884166258 Informazioni Editoriali 00 BC 221 130 15 204 130 02 Munch, Edvard Alessandrini, Marco Frammenti sull'arte Frammenti sull'arte ita 20170411 20204355 Abscondita 06 20.00 ASSOLTA 3110 Carte d'artisti 93 ABA AGA 3MN “Edvard Munch (1863-1944) è stato troppo spesso consegnato al mito di « artista dell'angoscia», di «artista dell'urlo», sempre sul ciglio dell'abisso, tra continui lutti familiari, tumultuose relazioni sentimentali, alcolismo e ossessioni demoniache. Tutto questo ha rischiato di mettere in ombra le infinite pieghe del suo stile pittorico, che ha aperto la strada non solo all'espressionismo, di cui Munch è cruciale iniziatore, ma a tutta l'arte contemporanea. La sua creatività complessa quanto lineare, istintiva quanto raffinata non è ovviamente soltanto lo specchio autobiografico di un'esistenza divenuta emblema: è il frutto di un incessante, tormentoso tentativo di trasformare le proprie esperienze personali in intuizioni figurative di valore universale. Di questa straordinaria tensione è testimone, e fonte primaria, un vasto e tumultuoso corpus di scritti. Lettere, minute, appunti diaristici, opere narrative sono infatti la fucina in cui riversava le sue molteplici e feconde intuizioni, per decantarle e da lì far nascere le sue straordinarie opere pittoriche. Nel loro insieme, gli scritti di Munch sono uno stream of consciousness, un fiume in piena in cui il sogno e il ricordo, le esperienze artistiche e i conflitti personali sfociano in una sorta di «opera totale» in cui si afferma un credo estetico che è al tempo stesso scelta esistenziale. Di questa eccezionale scrittura-laboratorio, la presente raccolta seleziona e offre, riunendole per la prima volta in lingua italiana, le riflessioni più esplicitamente riferite all'arte, consegnandole a quel vasto pubblico a cui lo stesso Munch desiderava giungessero.” (Marco Alessandrini) http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/884/166/9788884166258p.jpg 20170406150202 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/884/166/9788884166258g.jpg 20170406150202 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/884/166/9788884166258.500.jpg 20170406150159 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/884/166/9788884166258.1000.jpg 20170406150148 5151286 9788884166265 Informazioni Editoriali 00 BC 190 100 10 104 100 Zuffi, Stefano Vite di Caravaggio. Testimonianze e documenti Vite di Caravaggio. Testimonianze e documenti ita 20170725 20204355 Abscondita 04 13.00 ASSOLTA 3109 Miniature 116 DNBF AGA AFC 6BA Caravaggio Lombardo per i lombardi, romano per i romani e napoletano per i napoletani (ma anche siciliano e maltese), Caravaggio appassiona e divide ormai da più di quattrocento anni. Come è noto, il mito è relativamente recente: l'universale e indiscriminata ammirazione è stata preceduta da secoli di distinguo, di sopraccigli alzati, di pareri ben poco favorevoli, che si sono anche rispecchiati nella solo parziale fortuna di Caravaggio nella formazione dei grandi musei ottocenteschi. Constatata l'estrema scarsità di «parole» uscite direttamente dalla penna o dalla bocca di Michelangelo Merisi, fosse anche solo una firma in calce a un contratto, da un secolo è in corso la paziente immersione di specialisti e appassionati negli archivi civili, giudiziari, ecclesiastici, notarili e bancari di diverse città. Oltre naturalmente allo spoglio degli inventari delle collezioni antiche. Questo piccolo volume desidera mettere a disposizione in modo essenziale le fonti principali, cominciando dalle scarne ma importanti frasi pronunciate da Caravaggio durante un interrogatorio giudiziario, di gran lunga la più corposa testimonianza diretta che sia giunta fino a noi, per proseguire con i più importanti testi a stampa di vari scrittori d'arte del Seicento: van Mander, Giustiniani, Mancini, Baglione, Sandrart, Bellori. Sono sempre e comunque questi i testi di partenza per ogni ricognizione sull'opera di Caravaggio; spesso tuttavia vengono citati in forma frammentaria, collegando qualche frase di volta in volta a un dipinto o a un episodio biografico. (Stefano Zuffi) http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/884/166/9788884166265p.jpg 20170719115255 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/884/166/9788884166265g.jpg 20170719115255 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/884/166/9788884166265.500.jpg 20170719115254 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/884/166/9788884166265.1000.jpg 20170719115253 5151288 9788884166272 Informazioni Editoriali 00 BC 195 109 12 123 123 02 Villa, Emilio Tagliaferri, Aldo L'arte dell'uomo primordiale L' arte dell'uomo primordiale ita 20171031 20204355 Abscondita 04 14.00 ASSOLTA 3109 Miniature AGA 6PJ Arte primitiva Il vivo interesse che Emilio Villa nutrì per le testimonianze pervenuteci dalle culture preistoriche, acuito dalla visita che egli fece alla grotta di Lascaux nel 1961, fu all'origine del presente testo, scritto negli anni sessanta e qui pubblicato integralmente. L'autore (che fu poeta e biblista, traduttore ed esegeta di molti tra i maggiori talenti artistici del secolo scorso) vi dispiega la propria versatilità e acutezza affrontando questioni cruciali, quali il senso della rigenerazione attraverso il sacrificio e il rapporto proponibile tra l'arte dei nostri più antichi antenati e quella novecentesca. http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/884/166/9788884166272p.jpg 20171025154911 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/884/166/9788884166272g.jpg 20171025154911 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/884/166/9788884166272.500.jpg 20171025154908 http://www.ibuk.it/irj/go/km/docs/arwimages/9788/884/166/9788884166272.1000.jpg 20171025154906 5180132 9788884166296 Informazioni Editoriali 00 BC 280 200 481 124 02 Engelmann, Edmund Medici, Caterina Berggasse 19. Lo studio e la casa di Sigmund Freud. Vienna 1938 Berggasse 19. Lo studio e la casa di Sigmund Freud. Vienna 1938 ita 20170530 20204355 Abscondita 04 29.00 ASSOLTA 46749 Mnemosyne 7 AJC DNBT JMAF Fotografia-Temi Freud, Sigmund Ancora ricordo come fossi emozionato e timoroso in quell'umido mattino di maggio del 1938, mentre camminavo per le strade deserte verso il numero 19 della Berggasse. Reggevo una valigetta con macchine fotografiche, treppiedi, obiettivi e pellicole, e mi sembrava che a ogni passo divenisse sempre più pesante. Avevo la sensazione che a chiunque sarebbe bastata un'occhiata per capire che mi stavo recando dal professor Sigmund Freud per svolgere un compito che i nazionalsocialisti non avrebbero gradito. Aveva appena finito di piovere. Il cielo era ancora cupo e il lastricato della Berggasse luccicava per la pioggia caduta. Quell'oscurità mi preoccupava. Temevo che non ci sarebbe stata luce sufficiente per scattare buone fotografie all'interno dell'abitazione. Flash e riflettori erano fuori questione. Mi avevano avvertito che la casa era costantemente sorvegliata dalla Gestapo. L'unica documentazione del luogo in cui Freud aveva vissuto e lavorato negli ultimi quarant'anni avrebbe dovuto essere raccolta senza destare il minimo sospetto. Temevo per la mia incolumità e per quella di Freud e della sua famiglia. Non volevo nel modo più assoluto che una mia imprudenza li mettesse in pericolo proprio ora che erano in procinto di lasciare Vienna verso la salvezza." (Dall'introduzione di Edmund Engelman)

EAN

9788884166234

Data pubblicazione

2017 07 04

Lingua

ita

Pagine

148

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

221

Larghezza (mm)

128

Spessore (mm)

13

Peso (gr)

193

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