Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Maniera nera è un'architettura perfetta, la camera chiara della scomparsa di tanto Novecento. La fondamenta invisibile ne è infatti il Novecento privato e interno alla scrittura precedente di Giovenale che, scavalcandolo, lo scavalca, qui, anche a nome nostro. Ma non ne è ancora il monumento funebre, lo scatto fotografico (del quale Giovenale è anche esperto); ne è piuttosto il bilico, il filo dell'equilibrista teso tra l'archeologia di "un paesaggio di tracce delle tracce" verso l'"aperto labirinto" del futuro, al quale ci si orienta seguendo suoni e segni di parole come una "lettura della luce".
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