L'archivistica, come disciplina, raggiunge nel periodo fascista l'apice del suo sviluppo teorico, attraverso l'enunciazione di principi fondamentali elaborati dai maggiori archivisti del tempo, come Eugenio Casanova, Giovanni Vittani, Antonio Panella e Giorgio Cencetti, che tuttora costituiscono degli imprescindibili punti di riferimento. Il volume analizza, per la prima volta in Italia, l'organizzazione archivistica statale in connessione all'apparato del regime fascista, descrivendo i più significativi interventi giuridico-amministrativi attuati negli anni 1923-1940. Viene poi esaminata e vagliata criticamente l'evoluzione teorica dell'archivistica sullo sfondo di stretti legami con il mondo culturale e politico dell'epoca, evidenziati da figure quali Francesco Salata, Roberto Ridolfi, Alessandro Luzio, Pietro Fedele, Cesare Maria De Vecchi di Val Cismon. Inoltre, vengono ricostruite con dati aggiornati le drammatiche vicende occorse agli archivi italiani durante la seconda guerra mondiale.
EAN
9788884202628
Data pubblicazione
2006 05 01
Lingua
ita
Pagine
280
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
151
Larghezza (mm)
205
Spessore (mm)
23
Peso (gr)
520
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Gli archivi e l'archivistica nell'Italia fascista. Storia, teoria e legislazione—