Siamo proprio sicuri che l'amore salverà il mondo? In questo volume l'autore si produce in un vertiginoso, trascinante rovesciamento delle consuete credenze in materia, conducendolo sul filo del paradosso. La conclusione a cui arriva è che l'amore non è affatto un antidoto alla violenza. Al contrario, l'amore è violenza. Che fare, allora? Semplice: praticare il suo opposto, cioè l'odio, ed esprimerlo attraverso la catarsi purificatrice dell'insulto, per scoprirsi finalmente liberi dall'aggressività fisica nei confronti del prossimo (non da quella verbale, s'intende). Alla luce di questa sorprendente e "scandalosa" interpretazione dell'odio e dell'invettiva che lo esprime, l'autore analizza le affermazioni di Seneca e quelle di Sant'Agostino, prende in esame episodi della Bibbia e dell'Iliade, commenta Shakespeare, esamina la permalosità di Cyrano e il narcisismo di D'Annunzio, riporta le canzoni di Irene Grandi e di Fabrizio De André, e via di seguito fino ai crudi slogan da stadio, con dovizia di fonti e citazioni mitologiche, letterarie, filosofiche, storielle, scientifiche e persino etnologiche, "rilette" nei loro risvolti pro-odio. "In un mondo devastato dalla violenza", avverte Gorini, "se vogliamo che l'umanità sopravviva, dobbiamo imparare a coltivare l'odio. Odiare di più, odiare meglio. Perché odiare non è solo una necessità. E un'arte."
EAN
9788884405913
Data pubblicazione
2009 05 28
Lingua
ita
Pagine
160
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
138
Larghezza (mm)
208
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
253
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