La via italiana allo sviluppo industriale è consistita, a partire dagli ultimi anni '60, nella diffusione di piccole e medie imprese, aggregate in reti distrettuali, con elevata propensione all'imprenditorialità e presenza forte di famiglie proprietarie. I distretti, insediati in sistemi locali, tendono a "simulare" la grande impresa sfruttando costi più bassi. Questa realtà ha una caratterizzazione territoriale (Nord-Est e Centro) e settoriale: abbigliamento-moda, arredo-casa, agroalimentare, automazione-meccanica. Come valutare tale modello? Attorno a questo quesito si incardina il dibattito su stato e prospettive del sistema produttivo italiano, che oscilla tra sostenitori della sua capacità di adattamento e critici del nanismo economico. Il volume sviluppa riflessioni mostrando come sia possibile un'evoluzione del modello distrettuale puntando su: guadagni di produttività, economie di scopo (diversificazione e ampliamento della gamma), flessibilità, capacità di coniugare tradizione e innovazione, qualità dei prodotti, crescita dimensionale delle imprese, nuove forme di finanziamento, presenza sui mercati internazionali, valorizzazione delle risorse del territorio.
EAN
9788884536068
Data pubblicazione
2008 01 15
Lingua
ita
Pagine
404
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
235
Larghezza (mm)
160
Spessore (mm)
18
Peso (gr)
521
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