Un'analisi del commercio marittimo del regno di Sardegna nel Settecento non può prescindere dalla presa d'atto di quegli impulsi che, al di là delle iniziative intraprese dal governo di Torino, chiamano in causa tutto quello sviluppo dei traffici che dagli oceani si riverbera anche sul Mediterraneo. Pur in misura modesta, e in un arco temporale che dall'età boginiana giunge alla nuova realtà politica di Vittorio Amedeo III, il regno partecipa a questo accresciuto orizzonte commerciale, ricco di suggestioni, ma anche di promettenti forme di progettualità. Normative tese a migliorare la funzionalità delle dogane, come progetti volti ad accogliere più adeguatamente i mercantili nei porti, fanno parte di questa nuova realtà. Accanto a questi elementi non mancano tuttavia quegli aspetti negativi che dal fenomeno barbaresco approdano all'estensione dell'attività corsara e al contrabbando. Note dolenti, che costituiranno un'ipoteca per quell'auspicato piano di sviluppo mercantile già caldeggiato sotto il regno di Vittorio Amedeo II.
EAN
9788884676139
Data pubblicazione
2011 01 01
Lingua
ita
Pagine
264
Tipologia
Libro in brossura
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Il commercio marittimo del regno di Sardegna nel Settecento. Riformismo e restaurazione sabauda—