In questo libro i personaggi sono reali. Sembrano lontani, quando, al contrario, risalgono alla fine degli anni Quaranta e Cinquanta del ’900. Il protagonista è figura sublimata nella prima parte della storia, per assumere, poi, piena autenticità. La narrazione, agile e avvolgente, agita mille interrogativi: il senso della vita, dove andiamo, a che cosa siamo destinati. Scorrono gli eterni sentimenti di pietà, compassione, crudeltà, generosità in una comunità rustica, ma pure capace di sorridere e commuovere, meravigliosa reliquia d’un passato perduto. Nella casa di Batihtì de Padhòt, ai Campi Buoni, viveva, praticamente solo, Giuseppe. Una decina di vacche, un paio di pecore, un gomitolo di cane barbone che lasciava incerti circa la parte anteriore o posteriore; il fieno per letto, le punture dell’erba secca rintuzzate da uno sdrucito mantello militare e dalla pelle ricotta. Batihtì de Padhòt aveva casa e stalla anche in paese; non si poteva dire ricco, ma la ventina di bestie fra quelle custodite da Giuseppe e quelle in paese, gli consentiva di tenere addirittura un famiglio: Giuseppe, appunto.
EAN
9788884868879
Data pubblicazione
2022 05 01
Lingua
ita
Pagine
256
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
145
Spessore (mm)
18
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