Una storia da seguire con facilità
Durante la lavorazione del suo ultimo film, «Viaggio a Kandahar», il regista Mohsen Makhmalbaf tiene una specie di diario in cui appunta esperienze e riflessioni raccolte nel corso del suo peregrinare in Afghanistan. Ne è nata un'opera a metà fra il diario privato e l'inchiesta giornalistica di denuncia, arricchita da testimonianze della gente comune: studenti talebani, muratori che lavorano in Iran, poliziotti di frontiera e funzionari Onu.
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