Sesto titolo della Collana "Storia", il volume a firma dello storico Luciano Artese documenta l'avvincente resoconto del processo dell’inquisizione diocesana del Vescovado di Teramo per una commedia rappresentata a Civitella del Tronto nel 1569 e apparsa offensiva nei confronti del sentimento religioso. La rappresentazione teatrale si era tenuta per celebrare la liberazione dall’assedio francese del 1557 della cittadina posta al confine tra Regno di Napoli e Stato Pontificio... «... il tribunale vescovile di Teramo – si legge nel saggio introduttivo di Luciano Artese – ritenne la commedia sospetta di eresia e gli attori blasfemi, il vicario vescovile raccolse le testimonianze e imbastì le basi di un processo inquisitoriale che vedeva al centro i figli di alcune delle famiglie più in vista della cittadina...» Il volume raccoglie, oltre al ricco saggio introduttivo di Artese (Presenze eterodosse in Abruzzo; Il Vescovo e il vicario; La commedia e la città; La Chiesa e le “Commedie”; La città e la commedia; Il Vescovo Piccolomini all’inquisizione romana), la puntuale trascrizione dei documenti originali conservati presso l'Archivio Storico Diocesano di Teramo.
EAN
9788885431522
Data pubblicazione
2022 02 28
Lingua
ita
Pagine
192
Tipologia
Libro in brossura
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Maxima heresis suspicione. Spettacoli popolari e inquisizione in una diocesi tra Marche e Regno. Civitella del Tronto 1569—