Una storia da seguire con facilità
L’assente di Fabio Prestifilippo è poema che si costruisce per paradossi, in cui l’attore principale è la parola che prende il corpo, che si fa corpo: la quotidianità, il sesso, il corpo malato, il corpo giovane, il corpo dipendente. L’allontanamento progressivo della parola dal corpo, nella visione dell’autore, ha infatti neutralizzato il potere comunicativo del linguaggio che, in questa accezione, diventa pura astrazione senza più terra. La poesia si fa così simultaneamente una forma di resa al linguaggio come concetto e il tentativo di scardinare i suoi paradigmi, in virtù di un riavvicinamento al reale del corpo, alla materia.
L’assente di Fabio Prestifilippo è poema che si costruisce per paradossi, in cui l’attore principale è la parola che prende il corpo, che si fa corpo: la quotidianità, il sesso, il corpo malato, il corpo giovane, il corpo dipendente. L’allontanamento progressivo della parola dal corpo, nella visione dell’autore, ha infatti neutralizzato il potere comunicativo del linguaggio che, in questa accezione, diventa pura astrazione senza più terra. La poesia si fa così simultaneamente una forma di resa al linguaggio come concetto e il tentativo di scardinare i suoi paradigmi, in virtù di un riavvicinamento al reale del corpo, alla materia.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.
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