La musica da camera nel ventennio fascista. Attraverso alcune composizioni di Ildebrando Pizzetti

Autore/i: Giuseppe Gallo

Editore: Anyname

Qual era il rapporto tra la musica colta e il Fascismo? Cosa voleva dire essere un musicista durante il regime fascista? In questo saggio vengono illustrati gli interventi del Fascismo nel settore dell’educazione musicale, con particolare riferimento alla riforma dei conservatori, alla figura di Mussolini musicista e alla musica da camera di Ildebrando Pizzetti, analizzando i brani: “Tre canti” (1924), “Rapsodia di stettembre2 (1925), “La vita fugge e non s’arresta un’ora” (1923) e “Oscuro è il ciel” (1933).

EAN

9788885567252

Data pubblicazione

2025 04 03

Lingua

ita

Pagine

112

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

210

Larghezza (mm)

148

Spessore (mm)

5

Peso (gr)

175

Come si presenta questo libro

Una lettura illustrata facile da seguire

Qual era il rapporto tra la musica colta e il Fascismo? Cosa voleva dire essere un musicista durante il regime fascista? In questo saggio vengono illustrati gli interventi del Fascismo nel settore dell’educazione musicale, con particolare riferimento alla riforma dei conservatori, alla figura di Mussolini musicista e alla musica da camera di Ildebrando Pizzetti, analizzando i brani: “Tre canti” (1924), “Rapsodia di stettembre2 (1925), “La vita fugge e non s’arresta un’ora” (1923) e “Oscuro è il ciel” (1933).

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