Ljudmyla Djadčenko (1988), una delle poetesse ucraine più apprezzate e tradotte, è laureata in filologia all'Università di Kyïv, dove nel 2016 ha conseguito il dottorato in teoria della letteratura e comparatistica. Vincitrice della 67ª edizione del premio Ceppo Internazionale Poesia "Piero Bigongiari", in questa antologia di poesie, la prima tradotta in Italia, curata da Paolo Galvagni, e contente la lectio "La poesia dovrebbe iniziare il giorno in cui si nasce e non finire il giorno in cui si muore", compaiono i temi ricorrenti dell'autrice: la ricerca di un contatto con il mistero della vita attraverso i paesaggi interiori ed esteriori, la malinconia, l'ombra della morte, l'amore e i sogni spezzati. Nella lettera finale al volume, la poetessa spiega commossa come «dall'inizio dell'invasione militare su larga scala da parte della Russia sul territorio della mia Madrepatria, lo scorso anno, ho smesso di scrivere poesie: immagini e metafore mi sono apparse all'improvviso insulse e false, e i miei sentimenti sono spariti, per via della terribile realtà che mi circondava».
EAN
9788885583979
Data pubblicazione
2023 02 22
Lingua
ita
Pagine
128
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
120
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
168
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