In questo contesto temporale in cui la fragile e predominante società occidentale riesce a fare affidamento solo su ciò che vacuamente appare perfetto, nascondendo l’orrore della perdita del senso profondo della vita, la poesia appare come un papavero vivo che spunta nel cemento. I poeti, oggi, sono coloro che resistono e che, resistendo, restituiscono a noi verità e bellezza. Nel suo discorso in occasione del settantacinquesimo anniversario del Premio Nobel, Eugenio Montale, confermando il valore indissolubile e necessario della poesia, disse: «Io sono qui perché ho scritto poesie, un prodotto assolutamente inutile, ma quasi mai nocivo e questo è uno dei suoi titoli di nobiltà. Ma non è il solo, essendo la poesia una produzione o una malattia assolutamente endemica e incurabile». Dov’è la bellezza? Così lontani come siamo dall’esistere in armonia, perfetta ed imperfetta, con ciò che è natura: ombre, luci, terra, fiori, fiumi, stelle, pianeti, fuoco, silenzi, neve, bianche margherite, pioggia, rubini, frutti della stagione. Ecco cosa ci ridona, con questo testo, l’autrice Monia Costantino. Prefazione di Annamaria Lequile.
EAN
9788885605336
Data pubblicazione
2023 10 05
Lingua
ita
Pagine
32
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
180
Larghezza (mm)
130
Spessore (mm)
25
Peso (gr)
65
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