Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Stefano Morin, un ingegnere vissuto per lungo tempo all’estero, dove lavora nei maggiori cantieri navali del mondo, fa ritorno nella sua Trieste, dopo aver rischiato la morte in seguito a un malore. Si lascia avvolgere dall’inerzia. Nemmeno i contatti con gli amici d’infanzia riescono a distrarlo, finché, in un ospedale, conosce una bambina abbandonata e malata terminale. Si affeziona e nasce in lui il desiderio di trovarne la madre. La ricerca lo spingerà a rivedere il suo stesso passato e il rapporto con la figlia egoisticamente trascurata.
Dentro trovi soprattutto storia di personaggi, relazioni e vita quotidiana.
Può funzionare bene per bambini e chi ama le storie di personaggi, con un tono narrativo e scorrevole.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.