Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò da ogni suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. Ma prima, creò il volley, e vide che era cosa molto buona, la più perfetta delle creazioni. Ma per quale motivo Dio, pochi secondi prima di concedersi il meritato riposo, ha voluto inventare il volley e non per esempio il calcio, la politica, la medicina, la filosofia, l'ingegneria aerospaziale, la critica letteraria, la cardiochirurgia, l'etica, la briscola, l'allevamento dei bachi da seta, l'ago per cucire, la ruota, gli spaghetti alla carbonara, il dente del giudizio, i wc chimici, i topi da laboratorio, le spille da balia e le aurore boreali? La ragione è semplice: tutte quelle altre scemenze le avrebbero sicuramente inventate quegli stupidi degli uomini nel corso del tempo, ma il volley probabilmente non sarebbe mai stato inventato perché nessun essere umano avrebbe avuto l'intelligenza sufficiente per crearlo. Occorreva che venisse direttamente dall'entità suprema. Prefazione di Paola Cardullo.
EAN
9788885785700
Data pubblicazione
2020 04 02
Lingua
ita
Pagine
112
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
144
Larghezza (mm)
151
Spessore (mm)
9
Peso (gr)
140
Come si presenta questo libro
Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Qui conta soprattutto il piacere del racconto: personaggi, atmosfera e sviluppo della storia restano il centro dell’esperienza di lettura.
Cosa trovi dentro
Dentro trovi soprattutto storia, politica e società.
Perché può piacerti
Può funzionare bene per professionisti e lettori interessati all'attualità e alla storia, con un tono facile e argomentativo e un approccio accessibile.
Ideale per
Ideale per chi cerca una buona storia
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.
Product Information
Shipping & Returns
Edizione
Acquisto
From €12.50
Volley, sempre volley, fortissimamente volley. Il volley raccontato da un non vedente dalla nascita—