Il libro non è soltanto un’analisi anche psicanalitica delle problematiche sociali e politiche del carcere. È anche il racconto, giorno per giorno, dell’ingiusta detenzione dello scrittore, editore, scienziato della parola Armando Verdiglione nelle carceri di Bollate, di Opera e nel reparto carcerario dell’Ospedale San Paolo nel 2018, che lo ha portato in grave pericolo di vita per incompatibilità con le condizioni carcerarie, e prosegue tutt’ora come detenzione domiciliare.Nella prima parte del libro, viene narrata la storia del caso Verdiglione, che s’intreccia con l’elaborazione delle radici del giustizialismo e del penalismo nella tragedia greca e nell’illuminismo. Nella seconda parte, le note, scritte quotidianamente dal carcere, formano un racconto intenso, talora drammatico, ma senza l’idea di vittima, intessuto di aneddoti, di riflessioni, e soprattutto di una lucida analisi della ideologia penale e penitenziaria che si dispiega nel carcere, ma che dipende dal culto della pena, fino alla morte come pena, che ancora oggi attraversa l’oriente e l’occidente colpendo l’arte, la cultura, l’impresa, la vita stessa.
EAN
9788885806245
Data pubblicazione
2022 01 21
Lingua
ita
Pagine
716
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
260
Larghezza (mm)
180
Spessore (mm)
45
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