Dalla collaborazione tra Sapienza Università di Roma e dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità è nato un progetto di terza missione, “Sapienza libera tutt*”, all’interno del quale è stato indetto il concorso letterario Spazio alle parole. Grazie a questa esperienza, le studentesse e gli studenti dell’università e i ragazzi e le ragazze degli istituti penali minorili di Roma, Bari, Caltanissetta, Acireale, Potenza, Torino e Treviso hanno lavorato insieme potendo mettere su carta i loro pensieri, i loro errori e la loro voglia di libertà. Un percorso di autodeterminazione personale, che tocca temi importanti come la famiglia, l’amicizia, l’amore e i sogni. Questo libro, “I miei vestiti erano bianchi”, è uno spazio in cui le parole, in equilibrio sul confine tra i precipizi passati e la speranza di un futuro migliore, sono state un ponte. E così la scrittura è divenuta uno strumento per unire mondi diversi e, soprattutto, per fare luce su vite che troppo spesso rimangono nascoste. Portando chi legge all’ascolto e non al giudizio, questi racconti e questi versi restituiscono un’immagine del carcere vera, non stereotipata e fatta di persone che sognano un’altra possibilità dalla vita.
EAN
9788885938908
Data pubblicazione
2025 03 25
Lingua
ita
Pagine
185
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
216
Larghezza (mm)
148
Spessore (mm)
16
Peso (gr)
280
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I miei vestiti erano bianchi. Le ragazze e i ragazzi degli Ipm del progetto Sapienza libera tutt*—