Era l'agosto del 2007 quando la crisi scoppiava nel cuore dell'imperialismo americano ed europeo. In una vorticosa accelerazione, molte fra le più grandi istituzioni finanziarie fallirono, molte altre furono salvate dai governi. Mentre la Cina e tutta l'Asia emergente continuavano a crescere, le economie avanzate retrocedevano. L'imbattibilità dei colossi finanziari è un mito distrutto. L'estensione globale della crisi e della contesa imperialistica ha confermato la necessità di Stati e di aree monetarie di proporzioni continentali. Il debito pubblico soverchiante cumulato dalle vecchie metropoli rappresenterà un marchio di vulnerabilità per almeno un decennio. Le crisi producono delusioni e disillusioni, paure e confusione, sofferenze ma anche bisogno di chiarezza. È una conquista difficile, ma le crisi sono anche la confessione di impotenza del capitalismo davanti alle sue contraddizioni, la sconfessione delle sue promesse alle generazioni giovani, lo smascheramento della democrazia di fronte all'accresciuta disuguaglianza sociale. Le crisi sono il momento migliore per riaffermare che il numero della classe è forza solo se guidato dalla scienza e dall'organizzazione.
EAN
9788886176965
Data pubblicazione
2010 10 01
Lingua
ita
Pagine
420
Tipologia
Libro rilegato
Peso (gr)
740
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