In una camera da letto un uomo e una giovane donna si atteggiano a Marte e Venere. Lei è completamente nuda e si presenta di schiena: ci fissa e ci porge un fiore di narciso. Lui ha solo l'elmo in testa e un drappo ne copre le parti intime: la guarda e, quasi intimorito, le appoggia una mano sul sedere. Questa scena è stata ideata verso il 1595 dalla bolognese Lavinia Fontana, all'epoca la pittrice più celebre d'Europa, e costituisce il punto apicale di un processo di rinascita figurativa del tema, di origine classica, della Venere Callipigia (che significa “dalle belle natiche”). Dall'inizio del XVI secolo decine di artisti si erano cimentati nell'immaginare come dar forma esplicita a questo particolare 'lato' della dea - da Giorgione a Tiziano, da Paolo Veronese ad Annibale Carracci - ma nessuno aveva mai osato una trasgressione così sorprendente. Nel libro si ripercorrono le tappe di questa singolare avventura iconografica, che conduce da Venezia a Roma, dalla Sicilia alla Francia, fino a Bologna, la seconda città del Regno della Chiesa, dove Lavinia operava negli anni in cui il cardinale Paleotti dettava le regole della buona pittura cattolica 'riformata'…
EAN
9788887186260
Data pubblicazione
2019 09 16
Lingua
ita
Pagine
116
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
170
Spessore (mm)
11
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