E' necessario avvicinarsi alle parole, quelle scritte e quelle dette, avendo sempre presente l'intreccio di carattere relazionale, comunicativo, vitale. Questo bel libro, per goderlo appieno, per gustarne tutto il significato, andrebbe letto dalla voce dello stesso Martino. Era una voce squillante la sua, decisa, marcata fino al puntiglio della sicurezza che gli derivava dad un lungo affinamento di studi, competenze, insegnamenti, capacità riflessive. Era la voce calda del confratello che invita a non chiudersi nelle beghe di sacrestia, a vedere lontano, nel passato e nel futuro, nella trascendenza mistica e non dogmatica nè metafisica, non per sfuggire al presente ma anzi per viverlo appieno cercando insieme varchi di coerenza e credibilità. Ma era anche la voce dell'operaio resa aspra e un pò impaziente dal conflitto di classe, affaticata dai turni di lavoro, sferzante nel denunciare l'ingiustizia. Ed era la voce piena di interrogativi del fratello di tutti e al tempo stesso partecipe di una condivisione comunitaria tutta particolare. E' questa voce, affidata una volta al vento ma poi dal vento riportata al lettore e da questo restituita ancora in un rimando infinito, è lei che può dare il senso più autentico alla presente pubblicazione. La morte di Martino non chiude nulla: lo dice bene il titolo del libro: mai dire fine. Semmai apre una quantità di suggestioni e di orizzonti di speranza (dalla presentazione di Enzo Mazzi)
EAN
9788887324716
Data pubblicazione
2005 01 01
Lingua
ita
Pagine
256
Tipologia
Libro in brossura
Peso (gr)
393
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