Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Enrico, tossicodipendente un po' intellettuale, narra in prima persona la sua storia di recluso, il suo viaggio di scoperta di un universo carcerario che è allegoria nemmeno troppo velata della società globalizzata. Insieme con lui è uno scarafaggio parlante, Teo, coscienza critica del racconto, che lo accompagna come controcanto ironico in ogni avventura. Tra rivolte e quotidianità carceraria, droga e progetti di fantapolitica, il racconto tratteggia un mondo recluso che è il negativo di una società apparentemente libera, ma in realtà prigioniera dei suoi falsi miti e delle sue verità menzognere.
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