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Considerato il punto di arrivo dell’intero percorso letterario di Silvio D’Arzo, "Casa d’altri" è il racconto in prima persona di un prete che ha perso ambizioni e speranze giovanili, essendo ormai relegato al ruolo di “prete da sagre” in un paesino emiliano in cui la vita scorre lenta e sempre uguale. L’arrivo della strana vecchia Zelinda interrompe questo flusso di monotonia e il segreto che la donna nasconde diventa quasi un’ossessione per l’annoiato parroco, fino all’incontro tra i due e la tanto attesa confessione.
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