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Saul Weissmann, settantenne, ebreo, sopravvissuto ad Auschwitz, decide di sposarsi per non trascorrere in solitudine la vecchiaia. L'unica "candidata" è una nubile, da anni in cerca di marito, che pone una condizione: lo sposo deve essere un fervente ebreo come lei. Il rabbino non riscontra le prove necessarie e vieta il matrimonio, gettando l'uomo in una crisi profonda. Come mai era così evidente ai tedeschi la sua identità ebraica, mentre il rabbino si ostina a non crederci? O forse Weissmann era ebreo per abitudine, solo perché nessuno aveva mai indagato in profondità?
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