Mezzo secolo fa il congresso del Movimento Sociale Italiano, che si sarebbe dovuto tenere a Genova, fu impedito da una serie di sanguinose manifestazioni di piazza contro il governo monocolore di Ferdinando Tambroni, che si reggeva alla Camera con l'appoggio determinante del Msi. L'evento provocò le dimissioni del governo, aprendo la strada alla politica di centrosinistra e provocando una emarginazione politica della destra che sarebbe terminata solo con la caduta della prima Repubblica. Dietro la vicenda, però, si nascondono molti punti oscuri: Tambroni era un democristiano di sinistra, che vide la sua carriera politica bruciata per aver accettato i voti del Msi, con l'appoggio di un altro democristiano di sinistra, il presidente della Repubblica Gronchi. Viceversa un uomo che sarebbe stato accusato di tentativi golpisti, il generale Giovanni De Lorenzo, all'epoca capo del Sifar, avrebbe spiato Tambroni per conto di Moro, fautore dell'apertura a sinistra. Il Pci, che scatenò la violenza antifascista, aveva fino a pochi mesi prima governato col Msi in Sicilia. E i Carabinieri non intervennero a difesa della P.S. durante le violenze di piazza a Genova.
EAN
9788888789903
Data pubblicazione
2011 07 27
Lingua
ita
Pagine
192
Tipologia
Libro
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Genova cinquant'anni dopo. Il MSI dalle origini al congresso del 1960—