Ecco ancora una volta disegnata la parabola che sempre va da "disperazione" a "morte", così tipica della poesia di Ricci; il quale, in una delle venti poesie (che molto a queste somigliano) de "La confessione", l'ultimo grande testo delle "Segnalazioni", si definisce "un werther leggero". Leggero, ma non per questo meno tragico. E tali sono non poche di queste poesie: leggere e tragiche. Fatte di rapidi appunti o di annotazioni diaristiche, dei piccoli ma rovinosi crolli della quotidianità, di sorpresi abbandoni e di malessere, dell'amore e del suo rovescio; come di folgoranti squarci aperti sulla città del padre e sua, attraversata, percorsa e cantata, perfino, a momenti, deponendo il peso di quel dolore morale con il quale Ricci ha sempre convissuto. Scegliendo, fra le tante che lasciò inedite, queste brevi poesie, si è voluto privilegiare la sua vena più arresa (eppure tutt'altro che disarmata); certe zone franche ai confini della sua poesia più compiuta: quelle in cui egli può anche abbandonarsi, impudicamente, alla confidenza di amici e lettori, sfrangiando a più vive tinte l'abituale umor nero. Sono allora atone o maligne autoironie, parodie e amari sberleffi a far vibrare le corde di questa antifrastica arpa romana.
EAN
9788889299463
Data pubblicazione
2007 01 01
Lingua
ita
Pagine
40
Tipologia
Libro in brossura
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