Non ci si faccia ingannare dall'esiguità di questa raccolta di liriche. C'è qui una visione desolata della condizione umana, dove la natura - imbestiata, infestata da lemuri, corrotta dalle muffe - si presenta al poeta come una orrenda anfibologia, quando "nulla resta tra lui e la cosa, / soltanto il suo immobile stare / davanti all'occhio del cadavere che lo sveglia". Allora i parlamenti "disciplinano massacri", il "germe del maschio" è sotterrato per sempre "nei fondali della vita", "appena uscito dalla camera del morto / il figlio va alla danza e s'innamora". Perciò il poeta non può rinunciare alla sua antica vocazione orfica ed ermetica, di psicagogo e, lui che sa, invita e guida al viaggio metamorfico nel "fuoco delle cose", all'andata nell'Ade dei nostri morti e ritorno: "A coloro che da sempre dal fondo tuo ti guardano, / a quelle presenze etiche e d'abisso / che ti indicano percorsi instabili, rovine e durature soste, / non resistere, ma seguile, fin dove, / giunto a un presidio siano nel bosco, / ti ritroverai ad andare nel rogo delle cose". Così, nella mirabile Vormingo che chiude il volume come un "piccolo testamento", si potranno leggere parole di liberazione e difesa.
EAN
9788889416372
Data pubblicazione
2006 05 29
Lingua
ita
Pagine
43
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
239
Larghezza (mm)
150
Spessore (mm)
6
Peso (gr)
165
Come si presenta questo libro
Una storia da seguire con facilità
Qui conta soprattutto il piacere del racconto: personaggi, atmosfera e sviluppo della storia restano il centro dell’esperienza di lettura.
Cosa trovi dentro
Dentro trovi soprattutto viaggio, luoghi e natura.
Perché può piacerti
Può funzionare bene per viaggiatori curiosi e chi ama esplorare, con un tono evocativo e informativo.
Ideale per
Ideale per chi cerca una buona storia
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.