Non può stupire l'accoglienza che alla storia partigiana riserva il nostro tempo, dominato com'è dalla sensibilità neoliberale. Che interesse può avere oggi ricordare quell'esperienza di accettazione e disprezzo della sofferenza individuale, di coraggio, del dare, subire e rischiare la morte come normalità quotidiana? Sembrerebbe impossibile evitare che tale esperienza sia catalogata tra gli orrori di cui il Novecento avrebbe il primato. Se con i primi anni Novanta i partiti storici fondati sul mito della Resistenza antifascista si sono disfatti, non si può certo dire che le conseguenze di questo evento siano state tratte: né sul piano politico, né su quello storiografico. L'incertezza sulla numerazione della Repubblica (Prima, Seconda, dimezzata?) non è diversa dall'incertezza in termini di bilancio del passato. In rapporto al passato dell'esperienza partigiana, qui ci si sforza di individuare gli aspetti per cui i partigiani sono stati e sono ancor oggi una figura invisa: in tempo di guerra sono riusciti a fare una loro guerra, per bande armate, in cui ha preso corpo una grande passione politica "non governativa".
EAN
9788889446324
Data pubblicazione
2006 12 29
Lingua
ita
Pagine
122
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
123
Larghezza (mm)
173
Peso (gr)
121
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L'odio per i partigiani. Come e perché contrastarlo—