Il titolo riprende una frase adoperata dallo studioso settecentesco Francesco Susinno a proposito di un'opera di Martino Montanini, ed è emblematica di una situazione, come quella della Messina del '500, brulicante di artisti e di opere significative. Il volume analizza gli intensi rapporti tra la scultura peloritana e quella oltre lo Stretto e soprattutto indaga, in maniera sistematica, il ruolo delle singole personalità che hanno caratterizzato il panorama artistico meridionale del Cinquecento: dall'arrivo a Messina nei primi anni del secolo del giovane Antonello Gagini a quello di Giovannangelo Montorsoli (allievo di Michelangelo), dalla presenza di Andrea Calamecca e Jacopo Del Duca, ad un corollario di figure meno note al vasto pubblico, ma di grande interesse, come i due Mazzolo, Martino Montanini, Rinaldo Bonanno, Francesco e Lorenzo Calamecca. Oltre ad analizzare le varie personalità di questi artisti, l'autrice riferisce anche i rapporti con il loro contesto di appartenenza, la Toscana, e l'inevitabile eredità lasciata da Michelangelo.
EAN
9788889525173
Data pubblicazione
2010 01 01
Lingua
ita
Pagine
456
Tipologia
Libro in brossura
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Una maniera molto graziosa. Ricerche sulla scultura del Cinquecento nella Sicilia orientale e in Calabria—