Beata solitudo sola beatitudo di Umberto Boccioni fu presentata nella sezione italiana al Salon d'Automne del 1909, per poi figurare l'estate seguente nella personale a Ca' Pesaro, quando il pittore aveva ormai sottoscritto l'adesione al Futurismo. Questo lavoro prova a ricostruire la graduale messa a punto di Beata solitudo sola beatitudo dentro l'attività di Boccioni fra 1907 e 1908, accogliendo l'identificazione delle fonti visive già offerte dagli studiosi e aggiungendone alcune nuove, inserendo la comprensione dell'opera nel contesto storico e culturale coevo, greve di tensioni sociali e ideologiche. Sarebbe improprio attribuire al pittore una vocazione prefuturista: se alcune fonti culturali erano condivise, per ragioni di coesistenza cronologica, Boccioni si trovava a perseguire un obiettivo di raffinatezza formale che il Futurismo avrebbe invece ripudiato con violenza: nella misura in cui implicava un distacco dalle violenze del mondo, l'assunto di Beata solitudo sola beatitudo non poteva presentire l'ideologia marinettiana, né quest'ultima avrebbe condiviso quell'ammirazione per la pittura antica che nel pittore si conciliava allora con l'ansia di modernità.
EAN
9788889546505
Data pubblicazione
2013 12 01
Lingua
ita
Pagine
96
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
171
Larghezza (mm)
236
Spessore (mm)
13
Peso (gr)
330
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