Una storia da seguire con facilità
Salvatore Ritrovato attinge una prima maturità d'autore e quella compiutezza che peraltro le due precedenti plaquettes (Quanta vita, Book 1997 e Via della pesa, ivi 2003) già lasciavano immaginare, o meglio intravedere nella fedeltà ad un nucleo poetico (il mondo dell'infanzia e dell'adolescenza, il paese d'origine perso nella lontananza di un esilio interno) gelosamente custodito solo per essere scandito a posteriori in una docile sillabazione, nel flusso di cose/luoghi/presenze che assume inderogabilmente la forma dell'eterno ritorno.
Salvatore Ritrovato attinge una prima maturità d'autore e quella compiutezza che peraltro le due precedenti plaquettes (Quanta vita, Book 1997 e Via della pesa, ivi 2003) già lasciavano immaginare, o meglio intravedere nella fedeltà ad un nucleo poetico (il mondo dell'infanzia e dell'adolescenza, il paese d'origine perso nella lontananza di un esilio interno) gelosamente custodito solo per essere scandito a posteriori in una docile sillabazione, nel flusso di cose/luoghi/presenze che assume inderogabilmente la forma dell'eterno ritorno.
Può funzionare bene per bambini.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.