Pietro Aretino definì Giovanni delle Bande Nere "macchina di novella ferocia" e se si osservano le fessure per gli occhi della splendida e spaventosa armatura del condottiero esposta oggi nel Museo Stibbert di Firenze, se ne deduce facilmente la conferma. Giovanni amava la battaglia per dimostrare il suo coraggio, prevalere sui nemici e coprirsi di gloria. Ugo Foscolo scrive di lui: "Morì sul campo di battaglia, nel fior dell'età, procacciando con la sua fama il trono della Toscana al suo figliuolo Cosimo, primo granduca. Ma chi fra i nostri scrittori celebrò il nome di questo giovine eroe? Per coronare una tomba italiana, io debbo cogliere i fiori in terre straniere". Il granduca di Toscana Cosimo I ebbe una profonda venerazione per il padre e, seguendo l'iconografia metastorica della classicità romana, volle immortalarlo come il più grande condottiero del XVI secolo, stratega eccellente, trasgressivo e innovatore, che la cultura di fine secolo avrebbe finalmente accettato e celebrato. Per glorificare il grande condottiero, Cosimo gli dedicò una sala in Palazzo Vecchio, la sala di Giovanni delle Bande Nere, e volle che fosse affrescata dai più grandi pittori del tempo.
EAN
9788889655382
Data pubblicazione
2016 03 07
Lingua
ita
Pagine
172
Tipologia
Libro in brossura
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Giovanni delle Bande Nere. L'uomo e il condottiero—