Ammesso e non concesso che ciascuno di noi debba morire - generalizzazione "induttiva" che secondo rigore logico è provocatoriamente relativizzabile - in ogni caso si può cercare di morire in maniera differente: al di qua delle prospettive d'immortalità dell'anima e di resurrezione (o reincarnazione) dogmatizzate dalle religioni, e al di là della certezza del nulla postumo manifestata da un diffuso razionalismo. Per tentare di "morire altrimenti" bisogna accogliere la morte come intrinsecamente inaccertabile e inesauribile, dato che si situa oltre il confine delle facoltà di verifica naturale. Ma a questa sospensione di giudizio la cultura odierna anche laica si mostra sempre più refrattaria, riducendo l'essere all'esistere, fondando tutto sulla tecnica dell'uomo artefice e controllore, quindi tendendo a rimuovere quell'evento di annientamento assoluto che su tali premesse la morte rappresenta. Intessuta in particolare delle riflessioni di Heidegger, Sartre, Jankélévitch, Foucault e soffermandosi pure sul suicidio, la configurazione che si profila in questo libro accetta l'ignoto della morte.
EAN
9788889756942
Data pubblicazione
2010 01 01
Lingua
ita
Pagine
136
Tipologia
Libro in brossura
Peso (gr)
150
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