Il frate francescano Bernardino de Sahagún (1499-1590), spesso descritto come il primo antropologo del Nuovo Mondo, lavorò per mezzo secolo con i colleghi indigeni del Collegio Imperial di Tlateloco (oggi Città del Messico) ad un trattato enciclopedico su credenze, riti linguaggio, arti ed economia della cultura azteca, che andava scomparendo. Il volume esamina il manoscritto più riccamente illustrato di questo importantissimo lavoro etnografico, la "Historia universal de las cosas de Nueva España" (Biblioteca Medicea Laurenziana, Firenze), attraverso il prisma del colore. Il manoscritto rivela come i colori che gli aztechi adoperavano nella produzione artistica e nella vita quotidiana, come anche i nomi che attribuivano a ogni colore, illuminano la loro visione del mondo, dai fenomeni metereologici alla cura delle malattie. I pigmenti e i colori impiegati dagli artisti indigeni per illustrare il codice fiorentino riflettono un dialogo più ampio tra la cultura nativa e quella europea, di cui la "Historia Universal" rappresenta l'apice tra tutti i documenti pervenutici dal mondo coloniale della Nuova Spagna.
EAN
9788889854952
Data pubblicazione
2012 03 15
Lingua
eng
Pagine
483
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
183
Larghezza (mm)
251
Spessore (mm)
35
Peso (gr)
1563
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Colors between two worlds. The «Florentine codex» of Bernardino de Sahagún—