Un'analisi socio-educativa realizzata all'interno del carcere minorile di Airola, svolta dall'autrice, che lavora istituzionalmente con i ragazzi devianti da venti anni. Attraverso l'osservazione e gli interventi educativi, contemplati nel suo mandato istituzionale, ha sperimentato uno strumento culturalmente e socialmente accettato e apprezzato, gradito ai ragazzi: la musica rap. La forte valenza espressiva di questa cultura e le relazioni positive che si creano attorno ad essa, costituiscono uno strumento "terapeutico" che aiuta a sciogliere i "nodi dolorosi" di chi è portatore di disagio sociale ed esistenziale. L'uso di questo linguaggio musicale, in una situazione di restrizione della libertà personale, rappresenta una strategia pedagogica efficace, per creare un canale di comunicazione tra il "mondo interno" e quello "esterno" degli adolescenti: trasmette messaggi sociali, convoglia energia e umori giovanili. Può essere, quindi, definito un "bene culturale esperienziale".
EAN
9788889883976
Data pubblicazione
2014 05 01
Lingua
ita
Pagine
128
Tipologia
Libro in brossura
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Il suono che parla. Percorso di scrittura creativa ed espressione rap nell'istituto penale minorile di Airola—