Una storia da seguire con facilità
L'oggetto di questo libro non sono i Rom, ma il nostro modo di interagire con loro; l'uso strumentale che facciamo di categorie quali nomadismo e stanzialità; i campi e il loro obbrobrio architettonico ed umano. I campi li facciamo noi, i nostri architetti, ingegneri, geometri, assessori, e sono una rappresentazione architettonica di come noi vediamo loro, gli zingari. Rappresentazione certo, ma non priva di conseguenze per chi le subisce e vi cresce dentro. Qualcuno si ostina a chiamarli "figli del vento", ma è del ghetto che sono figli.
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