Ci sono due modi di raccontare le storie di parole: raccontarle scritte, o raccontarle parlate. Raccontarle scritte va bene. Nelle storie scritte, le parole, come semi silenziosi sulla carta bianca, passano per gli occhi e fioriscono nella mente del lettore in immagini, suoni, movimenti: immagini e suoni e movimenti raccolti e ricordati, ricchezze della sua memoria, visti sentiti sognati chissà quando e dove nella vita, che ora, tornando vivi, diventano forma visiva e sonora di quelle parole silenziose. La lettura è azione, per certi aspetti, più generosa e creativa della scrittura. Raccontare storie parlate è anche meglio. Non certo perché risparmiano la piccola fatica della lettura, o non tanto perché aiutano, col tono della voce, a creare il teatro" del racconto, ma perché, quando c'è una voce, di solito c'è anche un corpo, c'è qualcuno. Allora non si è più solo in due, lettore e scrittore, ma in tre: autore, narratore, ascoltatore, e tre, come si sa, è un numero senza confini. Più di quelle scritte, le storie dette a voce, come quelle di Andrea Biscaro, possono creare luoghi di un tempo meno fuggitivo e meno solitario" (Roberto Piumini).
EAN
9788890361319
Data pubblicazione
2009 09 01
Lingua
ita
Pagine
80
Tipologia
Libro in brossura
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