Un libro che lavora molto sul piano visivo
I saggi riuniti in questa monografia dedicata a David Lynch offrono una variegata prospettiva ermeneutica su un autore non convenzionale, sospeso tra sperimentalismo visivo (Inland Empire), fascinazione onirica e voyeuristica (Mulholland Drive), critica impietosa del sogno/incubo americano (Blue Velvet, Twin Peaks, Lost Highway). È la categoria freudiana del "perturbante" (unheimlich) il tratto unificante che connota le incursioni registiche di Lynch "ossessionato dalle ossessioni", perennemente teso a captare una realtà "altra" che l'immagine cinematografica riesce solo a farci intravedere.
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