L'ultimo occhio nella valle dei ciechi è una strada senza ritorno. La ricerca del pensiero libero, individuale, non convenzionale, inflessibile. Tratti filosofici di denuncia sociale, pezzi di vita marginali, occasioni mancate, riflessioni premonitrici. "L'ultimo occhi nella valle dei ciechi" è il rimpianto di vite sprecate. È l'allarme finale che da spazio esclusivamente alla possibilità estrema. Conclusiva. Come si leggerà in "La Processione", l'utilizzo di un linguaggio cinico e risoluto è determinante per l'effetto richiesto dal poeta, quale il risvegliare la coscienza degli uomini parlandone in termini umilianti: non hanno né anima né idee, son carne vestita dai soldi e solcata dal turbamento: schiere di burattini coinvolti in un gigante inganno. L'intento si dichiara avvenimento, cogliere il principio intellettuale per far fronte alla battaglia interiore per cui tutti ne subiamo il peso esasperante. Denigrare l'ovvio mediatico, scaraventarlo fuori dalla finestra, non come ribelli, ma come rivoluzionari, come pensatori. Vagabonda finché i tuoi occhi bramano bellezza, osserva per chi niente ha veduto, inizia così la poesia. L'immobile viaggio, quasi un canto, meno malinconico d'altri, coscienzioso, sognante, che consiglia al poeta, se è tale, di fuggire, di allontanarsi da se stesso per riavere se stesso.
EAN
9788890660627
Data pubblicazione
2012 03 01
Lingua
ita
Tipologia
Libro rilegato
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