Papà. Ti ho chiamato 'papà', come era in uso nelle case degli artigiani e commercianti, mentre i contadini usavano il termine 'tata' e i ceti più alti come impiegati e professionisti quello di 'babbo'. Mi accorgo, pensando a te, quanto ti assomiglio un po' per educazione di famiglia ed esempio paterno, un po' per patrimonio genetico: stare con gli altri in società, interessarsi dei problemi sociali, viaggiare e conoscere gli altri, lavorare e soddisfare gli impegni senza essere parassiti. Te ne facevi una colpa il non essere propenso verso gli studi, questo limite ti aveva impedito di saper esprimerti bene in italiano per questo dicevi sempre che avresti dato un braccio per poter parlare bene. In questo non ti ho mai assomigliato e credo che questo rappresentava per te una gioia. In compenso mi hai lasciato quella timidezza che abbiamo sempre celato con l'aggressività, che spesso sfocia in ira per paura di far trapelare all'esterno la nostra debolezza. Ripercorrendo i miei ricordi infantili, volevo scriverti e dedicarti questa lettera mentre eri ammalato, ma ancora tra di noi.
EAN
9788890759802
Data pubblicazione
2012 08 12
Lingua
ita
Pagine
109
Tipologia
Libro
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