Alcuni autori sostengono che il Caccetta (1571-1609) abbia ispirato al Manzoni la figura di don Rodrigo; la loro convinzione nasce soprattutto dal duro scontro, senza esclusione di colpi, che ebbe con Agostino Canobio per via della bella Elena, la vedova Margherita Casati. Nessuno di questi storici, ovviamente, può essere sicuro che l'autore de "I promessi sposi" abbia letto gli atti del processo di Giovan Battista Caccia perché finora non è stato ritrovato alcun riscontro. L'unica cosa certa è che Antonia, la moglie del nostro personaggio, era prima cugina, per parte materna, della "monaca di Monza": ogni ipotesi rimane quindi aperta. Il Caccetta non era uno stinco di santo e fu giustiziato a Milano all'inizio del secolo in cui è ambientato il capolavoro del Manzoni; alcuni personaggi, che avranno una parte importante nel più famoso "processo degli untori", ebbero un ruolo anche nella sua condanna. La vicenda del Caccetta è paradigmatica della società del tempo ed è stata ricostruita sulla base degli atti processuali, con un paio di sconfinamenti, più o meno legittimi, che la fantasia dell'autore ha voluto regalarsi.
EAN
9788890942891
Data pubblicazione
2016 10 05
Lingua
ita
Pagine
380
Tipologia
Libro in brossura
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Saranno state le malelingue. Giovanni Battista Caccia (1571-1609)—