Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Canti prigionieri, le poesie, ogni volta intrappolate in chissà quali sotterranei e quali recessi del nostro animo. Non c’è poeta che non possa dichiararsi recluso in questa o quella morsa dell’esistenza. Capita anche di liberarsi, ma nell’assenza di costrizione la poesia rapidamente si spegne, perché fonte primaria del sogno poetico è l’affanno, la pena più o meno segreta, la fiamma che addolora e tiene vivi. E Rosario Brescia, in quale regione del suo universo interiore nasconde la sorgente?
Canti prigionieri, le poesie, ogni volta intrappolate in chissà quali sotterranei e quali recessi del nostro animo. Non c’è poeta che non possa dichiararsi recluso in questa o quella morsa dell’esistenza. Capita anche di liberarsi, ma nell’assenza di costrizione la poesia rapidamente si spegne, perché fonte primaria del sogno poetico è l’affanno, la pena più o meno segreta, la fiamma che addolora e tiene vivi. E Rosario Brescia, in quale regione del suo universo interiore nasconde la sorgente?
, con un tono rapido e facile e un approccio facile.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.