Il Politecnico di Milano con gli studenti e i docenti del laboratorio di Progettazione architettonica, la direzione e il personale di polizia del carcere di Bollate e il Gruppo della Trasgressione condotto da Angelo Aparo, che raccoglie gruppi di detenuti su progetti formativi, hanno collaborato per sperimentare delle ipotesi sulle pratiche e i relativi luoghi che possano trasformare il tempo dell’attesa nel carcere in un tempo del progetto, e per promuovere il detenuto da ostaggio del suo passato ad architetto del suo presente. Il laboratorio ha esplorato, attraverso gli strumenti del progetto d’architettura e del progetto urbano, il tema dello ‘spazio del carcere’, con tutte le criticità che lo affliggono. Studenti, ricercatori e detenuti si trovano di fronte per intraprendere questo particolare dialogo tra progettista e committente, affiancati da due mondi istituzionali, la scuola e l’amministrazione penitenziaria, che cercano un linguaggio comune. Un lavoro infinitamente piccolo in confronto alla complessità e alla mole del problema che osserva, ma sostenuto dalla consapevolezza del ruolo determinante che azioni minime, anche solo flebili tracce, possono avere per recuperare e mostrare la direzione del progetto: progetto come pratica di dignità e di libertà, dentro e fuori dalle mura. (dal testo di Andrea di Franco)
EAN
9788891624895
Data pubblicazione
2018 02 18
Lingua
ita
Pagine
186
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
160
Larghezza (mm)
160
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