Denigrato, insultato, accusato di corrompere non solo la gioventù e il pubblico femminile, ma persino gli operai, fedelissimi lettori dei suoi giornali, Cino Del Duca incarnò al meglio il sorgere della cultura di massa in Europa nel XX secolo. Sebbene allora tale cultura venisse condannata sia dal Partito comunista sia dalla Chiesa, perché ritenuta opprimente, addirittura fascistoide, essa è oggi riconosciuta come parte integrante della nostra stessa modernità ed elevata a oggetto di studio da parte di storici e sociologi. Isabelle Antonutti, bibliotecaria di formazione, ha condotto una lunga ricerca d'archivio, sia in Italia che in Francia, prima di decidersi a ridisegnare la traiettoria e il percorso di questo editore senza pari. Basata sullo spoglio di archivi finora inesplorati, la ricerca costituisce un importante contributo alla storia della stampa così come a quella dei mutamenti introdotti dallo sviluppo della cultura di massa. Nato in un Paese dove l'alfabetizzazione delle masse non era affatto compiuta, Del Duca trovò nel fumetto e nel fotoromanzo due mezzi per avvicinare la fasce più umili della società alla cultura, affermandosi in questo modo nel settore in ascesa della comunicazione di massa. (Dalla Prefazione di Jean-Yves Mollier.)
EAN
9788891725196
Data pubblicazione
2015 07 10
Lingua
ita
Pagine
176
Tipologia
Libro in brossura
Peso (gr)
272
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