Giacomo da Viterbo (1255-1307/1308) si occupò, nel "De Regimine christiano", del potere temporale esercitato all'epoca dagli esponenti della gerarchia sacra: fino a che punto quello che doveva essere un ministero era da ritenere compatibile con le altre forme di governo politico? Il pensatore tardo-medievale affronta in modo originale la questione non soltanto dal punto di vista giuridico-canonico, ma tratteggia le linee di un regimen christianum. Giacomo dà al potere temporale una base naturale che l'intervento della Chiesa non crea ma perfeziona. La novità del suo pensiero consiste nell'indirizzare in senso ecclesiologico la tradizione teologico-giuridica, riformulandone la dottrina. Una riflessione “situata”, quella di Giacomo. È in hoc tempore che nascono valide ragioni per le quali bisogna occuparsi della gloria del regno della Chiesa e del senso di quel potere che Cristo-re ha comunicato al proprio Vicario terrestre. Questo volume formula, in ottica simbolico-politica, una possibile interpretazione del rilevante scritto medievale. Tramite l'utilizzazione di una ragione liminale e lo studio di particolari metafore, messe in evidenza dalla scuola italiana di simbolica politica, il lettore potrà utilmente approfondire le metafore politiche ricorrenti e la teorizzazione di fondo.
EAN
9788891761019
Data pubblicazione
2017 11 30
Lingua
ita
Pagine
140
Tipologia
Libro in brossura
Peso (gr)
246
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In hoc tempore. Un approccio politico al «De regimine christiano» di Giacomo da Viterbo—